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Il Sacro e le Acque

Aprile 8, 2022

Ecomuseo del Paesaggio Orvietano

Ecomuseo del Vano

L’8 aprile 2022, ha avuto luogo il primo incontro fra L’Ecomuseo del Paesaggio Orvietano (EPO) e l’Ecomuseo del Vanoi (EDV), in presenza e on-line presso L’Officina, un centro culturale e ri-creativo recentemente aperto a Monteleone D’Orvieto.

 

Oggetto dell’incontro è stato il confronto aperto per l’avvio di un progetto che coinvolgerà ricercatori e artisti, antropologi e artigiani, storici, narratori, cultori e appassionati, sul tema dell’acqua e il sacro. La proposta dei due Ecomusei (“Santi Ecomusei”) nasce dalle ricerche ed esperienze svolte negli ultimi 20 anni, da entrambi gli Ecomusei, che nei loro progetti costitutivi, hanno individuato 7 temi identitari, tra cui il Sacro e l’Acqua. Un’iniziativa che vuole dare visibilità e forma contemporanea al SACRO in rapporto all’ACQUA nei propri territori e che trova nella collaborazione tra i due Ecomusei, coinvolgendo le comunità locali, la sua nuova dimensione creativa e di ricerca.

 

Le due realtà in dialogo hanno messo l’accento sull’importanza dell’acqua in entrambi i paesaggi, con valenze e percezioni, però, estremamente diverse, là dove la presenza dell’acqua tende ad essere eccessiva e perfino violenta in Trentino, in Umbria invece la sua scarsità ha dato luogo a realtà e pratiche ben diverse. In entrambi i casi un rapporto, quello tra uomo e natura, articolato, spesso difficile, che necessità tuttavia di nuovi approcci per la conservazione dei paesaggi, più intimi e profondi, che includano l’anima e lo spirito del luogo, dei suoi abitanti, da mettere in relazione anche alle diverse e nuove prospettive della società tecnologica avanzata. L’importanza dell’acqua quale elemento vitale, infatti, ne ha fatto da sempre e in tutte le comunità umane un’espressione del sacro, protagonista della vita spirituale dei popoli.

 

In questo progetto si tratterà di fare un’approfondita ricerca d’archivio legata al tema, di raccogliere testimonianze, memorie, esperienze sul rapporto intimo delle popolazioni locali con la percepita sacralità dell’acqua, di fare scambio di esperienze e conoscenze fra le due realtà eco-museali, per far si che fonti, sorgenti, fiumi reali e di storie, memorie, esperienze originali e tradizioni oltre ad essere ben documentati, disponibili ed accessibili, tornino ad irrigare anche il nostro paesaggio interiore. Il lavoro di ricerca verrà a sostenere e a nutrire l’espressione di anime creative, artisti e artigiani, che daranno forma con materiali vivi, quali il legno e l’argilla, a opere d’arte meditative, e per meditative s’intende frutto di una silenziosa ricerca interiore.

 

Con l’obbiettivo ambizioso di dare forma al sacro relazionandosi con l’elemento fisico e simbolico che è l’acqua, l’artista prenderà in considerazione l’identità del luogo in cui opera, e sarà artefice di un processo di trasformazione del patrimonio. Cosciente del passato e delle specificità locali, proporrà opere profondamente radicate nel paesaggio e al contempo portatrici di universalità, grazie a nuovi approcci che sappiano dare un senso alla conservazione della propria specificità.

 

La prossima tappa del percorso, in programma per giugno 2022 sarà l’avvio vero e proprio del progetto, con il coinvolgimento diretto degli artisti, artigiani, ricercatori, animatori delle comunità locali di entrambi gli ecomusei e avrà luogo nuovamente allo spazio culturale ed espositivo de L’Officina.

Percorsi interiori, Poetart

Aprile 23, 2022

VintuleraTeatro

Poetart, Percorsi interiori, uno spettacolo teatrale poetico.

 

Nella notte di sabato 23 aprile 2022, presso L’OFFICINA, nel cuore di Monteleone D’Orvieto, la troupe Poetart di Paola Tortora ha messo in scena quindici poesie di Rosenda Arcioni Meer, fondatrice de L’OFFICINA, artista e sofrologa. L’iniziativa è stata lanciata da Paola, nell’ambito della sua associazione culturale VintuleraTeatro, che esplora la tradizione teatrale del sud attraverso la musica, la filosofia e la meditazione.

 

La performance è iniziata quando Paola ha chiesto al pubblico di formare un grande cerchio, impostando così il tono della serata, e creando uno spazio di profonda intimità. Per tutto lo spettacolo, il pubblico si è spostato seguendo il movimento degli attori attraverso lo spazio. Leggendo ogni poesia e osservando la tela che l’accompagna, i sei attori si sono tuffati nel mondo di Rosenda. Composizioni come “la foresta di betulle”, “squarcio di luce” o “la meraviglia”, vengono immerse in un’atmosfera misteriosa composta da tamburi, candele, ombre e luci cangianti. Gli attori si trasformano in cori di teatro antico o ballerini sufi che vorticano con lenzuola bianche.

 

Un’atmosfera mistica, piena di incantesimi, battiti del cuore e il canto di Paola hanno trasportato gli spettatori in uno stato di raccolta leggerezza per una serata.

 

“Quindi,
Abiteremo il mondo
Come una casa
Profumato e pulita,
E ci terremo per mano. “

Abitare il mondo

Uno spazio in cui hanno luogo laboratori e conferenze, spettacoli teatrali e mostre, in cui persone e associazioni convergono per imparare ed insegnare, condividere e immaginare insieme.