Conversazione con Monica Gagliano e proiezione di “Il codice del bosco”
Monica Gagliano
Documentario del 2025 di Alessandro Bernard e Paolo Ceretto, 1h33m
Abbiamo avuto l’immenso piacere di avere fra noi Monica Gagliano, professoressa associata di ricerca in ecologia evolutiva in Australia, ricercatrice-esploratrice che unisce la scienza occidentale e quella indigena con l’obbiettivo di sviluppare strategie innovative per ripristinare la salute del pianeta. Michael Pollan introdusse il suo lavoro sulla coscienza delle piante al vasto pubblico nel 2013 in un articolo del New Yorker “La pianta intelligente”.
Il suo libro “Così parlò la pianta”, edito da Nottetempo, tra l’autobiografia e l’ indagine scientifica, ci spinge a considerare le piante non come oggetti, bensì come esseri dotati di soggettività, coscienza e volontà, e dunque capaci di un punto di vista e di una voce. Gagliano racconta i suoi incontri ravvicinati con le piante, ma anche con sciamani delle piante, indigeni che hanno conservato le tradizioni e mistici di tutto il mondo, integrando poi tutte queste esperienze con una rigorosa presentazione delle recenti e importanti scoperte scientifiche sulla comunicazione e la cognizione nel mondo vegetale, ambito di ricerca nel quale lei stessa svolge un ruolo di primo piano. Un libro che v’invitiamo caldamente a leggere.
Nel documentario “Il codice del bosco”, due scienziati visionari cercano di entrare in sintonia con il genius loci del bosco ferito, devastato dall’uragano Vaia.
Il fisico Alessandro Chiolerio utilizza la tecnologia per captare i segnali elettrici delle piante, mentre l’ecologa Monica Gagliano esplora le comunicazioni segrete tra gli esseri vegetali ispirandosi alle antiche conoscenze indigene.
Attraverso esperimenti all’avanguardia indagano la misteriosa intelligenza delle piante sfidando i paradigmi convenzionali della scienza moderna alla ricerca di un nuovo modo di dialogare con la natura. Durante la nostra conversazione, Monica ci ha invitati a dare fiducia alla saggezza della natura che segue il ciclo di vita-morte-vita e a notare la fragilità delle monoculture, una bella metafora sulla necessità di creare società multiculturali, rispettose e armoniche.
Dicembre 10, 2025


