Consulenze Tedeschini e Hallowasabi

La collaborazione con la Dottoressa Isabella Tedeschini di Consulenze Tedeschini è nata con la creazione de L’OFFICINA nel 2021. Interpellata per l’aspetto legale e amministrativo della costituzione dell’associazione, Isabella ha subito abbracciato il progetto e ne è diventata socia fondatrice e segretaria. Figlia di queste terre, ha saputo fin dall’inizio far da tramite fra la nostra visione e i bisogni e le possibilità del territorio, condividendo pienamente l’intenzione de L’OFFICINA che sostenuta dall’economia del dono, promuove una creatività che ci aiuti immaginare un modo umano di vivere insieme.

Con Giorgia Capoccia di hallowasabi un legame di stretta collaborazione e di affetto è nato grazie all’amore condiviso per l’arte in quanto strumento di condivisione portatore di benessere. La passione per il tessile e le potenti metafore che incarna non hanno fatto che suggellare una collaborazione di volontariato basata sul rispetto e una visione comune. La capacità di Giorgia di formulare e comunicare in modo preciso ed efficace danno forza a L’OFFICINA, e le sue conoscenze enciclopediche in ambito culturale la nutrono a un punto tale da rendere la sua presenza una linfa vitale.

Insieme abbiamo lavorato fino ad ora su:

LA TOVAGLIA

Many of us, near and far, have participated in THE TABLECLOTH” project.

We began by distributing squares of fabric in March 2024, inviting those who wished to use them to answer a question: “What do you bring to the table besides food?” We didn’t imagine then the enthusiasm this relational artwork would spark.

After writing to each other, meeting monthly, discussing, stimulating, and questioning people who were committed to providing their answers, we collected 34 works and sewed them together. The result was a 34-meter tablecloth made of desires, memories, hopes, color, and play.

And with a long table around this tablecloth of ours, we held a festive lunch, joyfully occupying, together with old and new friends, the viewpoint of that jewel of a village that is Monteleone d’Orvieto.

And since not everyone had been able to see our work, we organized a show,

“THE TABLECLOTH EXHIBITED” at L’OFFICINA, which included the installation of the work, along with photographs by Marco Mandini printed on the same fabric as the tablecloth, a video by Martina Biancarini, and a notebook—the exhibition catalog— designed by Rashmi Gupta of RA/GU Studio and hand-bound by Giuliano Foca of Opera Lènta. 

For the exhibition opening, which began on December 14th, Marion Dieterle and Valentina Lupi delighted us with the improvisational dance performance “THE RELATIONSHIP,” set to music by Michele Marchesani.

To conclude, on January 5th, we unraveled the 34 works together to return them to their creators.

We then toasted an end, knowing that together we will soon open the doors to a new beginning.

THE TOVAGLIA was a relational art project that left us with a sense of hope for the future. Thirty-four people of diverse ages, backgrounds, and inclinations worked for almost a year to create a work that allowed us to forge deep relationships and joyful memories, another way of being together.

LA TOVAGLIA (the tablecloth) was a relational art project promoted and implemented by our association under the artistic direction of Rosenda Arcioni Meer, with the invaluable collaboration of Giorgia Capoccia, creator of the textile studio hallowasabi in Città della Pieve, and Isabella Tedeschini of Consulenze Tedeschini, a daughter of these lands and an administration and management professional for companies, public bodies, and the Third Sector. 

This endeavour was part of the “Weaving – Relationships, Fabrics, Humanity” project, created with the support of the Cassa di Risarmio Foundation and the patronage of the Municipality of Monteleone D’Orvieto.

In molti, vicini e lontani, abbiamo partecipato al progetto “La TOVAGLIA”.

All’inizio, abbiamo distribuito dei quadrati di tessuto nel mese di marzo del 2024, invitando coloro che lo desiderassero ad utilizzarli per rispondere a una domanda: “cosa vuoi portare in tavola oltre al cibo?” Non immaginavamo allora l’entusiasmo che questo percorso di arte relazionale avrebbe provocato.

Dopo esserci scritte, incontrate mensilmente, confrontate, stimolate e interrogate con persone impegnate a dare le loro risposte, abbiamo raccolto 34 opere e le abbiamo cucite insieme. Ne è venuta fuori una tovaglia di 34 metri fatta di desideri, ricordi, auspici, colore e gioco. 

E con una lunga tavolata intorno a questa nostra tovaglia abbiamo fatto un pranzo di festa occupando gioiosamente, insieme ad amici vecchi e nuovi, il belvedere di quel gioiello di paese che è Monteleone d’Orvieto.

E siccome non tutti avevano potuto vedere la nostra opera, abbiamo organizzato l’esposizione 

LA TOVAGLIA IN MOSTRA a L’OFFICINA che comprendeva l’istallazione della tovaglia, insieme alle fotografie di Marco Mandini stampate sullo stesso tessuto della tovaglia, il video di Martina Biancarini e il quaderno, catalogo della mostra impaginato da Rashmi Gupta di RA/GU Studio e rilegato a mano da Giuliano Foca di Opera Lènta. 

Per l’opening della mostra, iniziata il 14 dicembre, Marion Dieterle e Valentina Lupi ci hanno deliziato  con la performance di danza d’improvvisazione LA RELAZIONE, sulle musiche di Michele Marchesani. 

Per concludere, il 5 gennaio, abbiamo scucito insieme i 34 lavori per renderli ai loro creatori. 

Abbiamo poi brindato ad una fine, consapevoli che insieme sapremo aprire ben presto le porte a un nuovo inizio.

LA TOVAGLIA è stato un intervento di arte relazionale che ci ha lasciato in bocca un sapore di fiducia nel futuro. Trentaquattro persone di età, provenienza e inclinazioni diverse hanno lavorato per quasi un anno alla creazione di un lavoro che ci ha permesso di tessere relazioni profonde e ricordi gioiosi, un altro modo di stare insieme. 

LA TOVAGLIA è  stato un intervento di arte relazionale promosso e attivato dalla nostra associazione con la direzione artistica di Rosenda Arcioni Meer, la preziosissima collaborazione  di Giorgia Capoccia, creatrice dello studio tessile hallowasabi di Città della Pieve e di Isabella Tedeschini di Consulenze Tedeschini, figlia di queste terre, professionista dell’amministrazione e management per aziende, enti pubblici e del Terzo Settore,  nell’ambito del progetto “Tessere – Relazioni, Tessuti, Umanità”, realizzato con il contributo della Fondazione Cassa di Risarmio e il Patrocinio del Comune di Monteleone D’Orvieto.

“UN PAESE CI VUOLE”

una giornata di riflessione e di festa sul vivere fuori dal centro

Diceva Cesare Pavese: “Un paese ci vuole, non fosse per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra, c’è qualcosa di tuo, che quando non ci sei resta ad aspettarti.”

E oggi, cosa significa crescere in un paese? Vivere in un paese? Scegliere di vivere in un paese? Un paesino arroccato su una collina, immerso nel silenzio, paesino dormitorio o fucina di possibilità?

Abbiamo accolto giornalisti, scrittori, accademici, agitatori culturali per riflettere insieme e immaginare come reincantare il nostro mondo senza cedere alla tentazione del pessimismo cosmico, né alle sirene del solo turismo il 19 luglio 2025.

Dopo il benvenuto del Sindaco di Monteleone D’Orvieto Paolo Garofani, sono intervenuti

Filippo Barbera, professore di Sociologia economica e del lavoro all’Università di Torino e fellow presso il Collegio Carlo Alberto. Barbera è autore di “Le piazze vuote” (Laterza, 2024) e “Contro i borghi, il belpaese che dimentica i paesi”(Donzelli 2022).

Alessandro Calvi, un giornalista italiano che scrive per L’Internazionale. 

Antonio Cipriani e Valentina Montisci,creatori di Valdò, avamposto culturale in Valdorcia.

Barbara Colombo, Presidente dell’associazione Artemide, responsabile della casa laboratorio “Il Cerquosino”, esempio di trasformazione di un casale abbandonato in un luogo di cura, formazione e trasformazione sul monte Peglia, ci ha invitato a trovare alleati e ad innamorarci dei nostri progetti. 

Andrea Fantino, antropologo culturale e filmmaker, ci ha mostrato alcuni estratti del suo ultimo documentario “Abitare un paese”, un importante documento sull’esperienza della migrazione.

Sarah Gainsforth, scrittrice freelance e ricercatrice indipendente, ci ha parlato di trasformazioni urbane, disuguaglianze sociali, gentrificazione e turismo. 

Luca Lo Bianco, direttore scientifico dell’Unione italiana Comuni montani, coordinatore e direttore di tutte le attività di ricerca, sviluppo e di assistenza agli enti locali e dei progetti di monitoraggio dei servizi ecosistemici, oltre che delle attività volte alla realizzazione di comunità sostenibili in area montana, ha condiviso la sua preziosa esperienza incitandoci a credere nella possibilità di creare da noi esperienze virtuose da portare poi a valle. 

Barbra Pasquini, progettista sociale, ha condiviso l’esperienza di Peglia Living Circles srls, una società dedicata alla cura e all’educazione ambientale.

Ayan Meer, geografo e docente alla Queen Mary University of London, ha monitorato il dibattito con brio incitandoci a parlare poco per parlare tutti.

Sono infatti intervenute anche persone del pubblico, fra cui due dei cinque Sindaci dei paesi dell’Alto Orvietano presenti, che hanno messo l’accento sul bisogno di partecipazione e dell’urgenza abitativa che si è già delineata e che va affrontata con soluzioni originali se si vuole contrastare il problema dello spopolamento che non è certamente una condanna.

 

La mostra “Alleronesi” di Martina Biancarini che ha ritratto quasi tutti gli abitanti del suo paese, ha ricevuto grande attenzione ed è stata elogiata da tutti come esempio di creatività attiva che tesse comunità. Il costo del lavoro di Martina, infatti, è stato sostenuto dalla comunità di Allerona stessa che hanno raccolto i fondi necessari durante una cena in paese.

 

In fine, abbiamo festeggeremo di sera a Monteleone D’Orvieto in Piazza Bilancini con La Banda del Comitato, composta da Alice Rohrwacher, regista di grande talento alla fisarmonica e voce, Martina Sciucchino, voce, ukulele, percussioni, Francesco Ceccio Rosati, chitarra e voce, Leonardo Gazzurra al trombone, Pierluigi Giggi Barba Cinnirella alla batteria, Lorenzo Calvanelli al basso che ci hanno deliziato con le loro sonorità folk et manouche, passando per la canzone leggera italiana. 

Il loro “liscio d’autore” ha animato la piazza dove ci siamo trovati tutti insieme a ballare, mangiare e chiacchierare con gioia e a nutrire la speranza.

Uno spazio in cui hanno luogo laboratori e conferenze, spettacoli teatrali e mostre, in cui persone e associazioni convergono per imparare ed insegnare, condividere e immaginare insieme.